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  1. #1

    Genetica dei colori d: opachi, dragon e marble

    Le mutazioni opaco, dragon e marble

    Il colore opaco

    Uno dei primi grandi successi degli allevatori occidentali è l’avere isolato un’importante mutazione che fissa il cosiddetto colore bianco opaco (opaque white). La scoperta è dovuta a Gene A. Lucas, il decano degli esperti di Betta negli Stati Uniti ed è avvenuta negli anni settanta. Il colore bianco opaco si distingue dal colore chiaro dovuto alla mutazione cambodian, o all’albinismo, perché non è dato da assenza di pigmenti e guanina, ma dalla presenza di una vera e propria pigmentazione bianca. L’aspetto è quindi di un bianco denso, compatto e non iridescente.
    L’analisi microscopica ha dimostrato però che questa colorazione è dovuta ad una mutazione dello strato iridescente per cui la guanina non si distribuisce, come dovrebbe, in cristalli all’interno degli iridociti, ma invece in granuli non cristallini che sostituiscono i normali pigmenti rossi o neri generando una sorta di strato di cromatofori bianchi esteso su tutto il corpo. Le origini di questa interazione anomala tra guanina e pigmenti sono probabilmente di origine metabolica e fanno si che, raggiungendo l’età adulta, il pesce assuma il caratteristico aspetto bianco, acceso ma non iridescente.
    La sostituzione dei pigmenti rossi da parte dei granuli di guanina non è sempre completa e si possono verificare casi in cui, con l’invecchiamento del pesce, riemerge una leggera colorazione rossa (red wash) soprattutto sulle estremità delle pinne.
    Il carattere opaco è un carattere dominante, che viene indicato con la lettera O. Gli individui OO oppure eterozigoti Oo presentano fenotipo opaco, mentre gli omozigoti recessivi (oo) non presentano la mutazione ed assumono una colorazione normale.
    E’ importante sapere che, affinche la colorazione del soggetto sia completamente bianca è necessario che siano state selezionate anche altre mutazioni come quella cambodian e dell’iridescenza estesa.


    La mutazione dragon

    L’aspetto chiamato dragon è un altro risultato molto recente come quello metallico ed è dovuto ad incroci interspecifici con Betta selvatici diversi dallo splendens. In questo caso con i Betta mahachai.
    Il fenotipo dragon prevede la presenza di uno strato di colore molto denso, bianco o argentato, che si deposita come una armatura sul corpo di colore scuro del pesce, mentre le pinne mantengono una normale colorazione non iridescente, tipicamente associata allo strato rosso: le pinne sono quindi rosse o arancioni oppure chiare qualora si manifesti la mutazione non rosso o non rosso2.
    Le origini fisiologiche della colorazione dragon e la sua genetica non sono del tutto note. Quel che è certo è che si tratta di un carattere che si trasmette in maniera molto stabile, il che suggerisce un carattere dominante. Inoltre, l’aspetto del corpo suggerisce un meccanismo legato ad un’anomalia nella formazione della guanina simile a quello tipica del colore opaco. Gli incroci di Betta opachi con Betta metallici o dragon a fondo chiaro e pinne chiare (platinum, gold, yellow dragon) danno infatti luogo a interessanti combinazioni bianche metalliche.


    La mutazione marble

    Scoperta da un carcerato americano di nome Orville Gulley, all’inizio degli anni settanta, la mutazione marble è un carattere oggi molto sfruttato dagli allevatori thailandesi per ottenere colorazioni variegate e appariscenti, ma poco stabili. L’obiettivo iniziale di Gulley era di ottenere dei butterfly di colore nero o iridescente. Era infatti già noto che una mutazione dello strato rosso (la mutazione pinne variegate) poteva portare ad avere dei butterfly rossi, ma lo stesso pattern non era ancora stato isolato con precisione in individui di altri colori.
    L’effetto della mutazione marble è quello di generare una distrubizione a macchie della melanina: un betta marble nero sarà quindi caratterizzato da un’alternanza di macchie nere e bianche (ovviamente un bianco non opaco, ma piuttosto cambodian). Se lo strato iridescente ricopre quello nero (iridescenza estesa), il fenotipo sarà quello di un betta blu con chiazze bianche in corrispondenza delle zone in cui lo sfondo nero è assente. Nei betta iridescenti e neri, il carattere marble è l’unico mezzo noto per ottenere dei butterfly. Viceversa nei Betta rossi si può ottenere dei butterfly per due strade: isolando la mutazione pinne variegate oppure utilizzando la mutazione marble o meglio ancora combinandole insieme.
    Va detto però che la mutazione marble opera in maniera molto variabile e non si trasmette in modo stabile per via ereditaria. Quindi due butterfly blu non daranno necessariamente dei discendenti buttefly. Anzi, generalmente ne daranno molto pochi. Più in generale, l’incrocio di individui portatori del gene marble darà luogo sia a individui unicolore che a individui marble e il pattern a chiazze uscirà nuovamente nelle generazioni successive, rendendo tra l’altro arduo liberarsi di questa mutazione se non dopo numerose generazioni.
    Un’altra caratteristica che rende la mutazione marble molto difficile da gestire è il fatto che il pattern marble può modificarsi con l’età del pesce, dando luogo a fenomeni imprevisti come la progressiva scomparsa della colorazione e un aspetto finale biancastro con colori slavati.
    Data questa varibilità non è facile definire regole per l’ereditarietà dei marble. Potrebe trattarsi di un carattere semidominante, ma più probabilmente si tratta di una somma di mutazioni che si sovrappongono: ad esempio una mutazione che genera un fenotipo a macchie (tipo dalmata) sommata ad una mutazione che genera una ripartizione a zone dei colori (tipo buttefly).
    La mutazione marble è anche all’origine dei pattern chiamati col nome commerciale di “koi” in cui la livrea del Betta appare caratterizzata da macchie multicolori su uno sfondo omogeneo chiaro. Si tratta quindi di una trasmissione di colori che caratterizza altri animali (le carpe koi appunto).
    Sebbene necessaria per produrre dei butterfly, la sua scarsa controllabilità rende la mutazione marble poco amata dagli allevatori occidentali di show Betta, che prediligono la massima stabilità dei colori per potersi concentrare maggiormente sulla forma delle pinne.

    schema di riepilogo

    Immagine2.jpg
    Ultima modifica di gamgam; 13-11-2017 alle 21:05
    Matteo

  2. #2

    Re: Genetica dei colori d: opachi, dragon e marble

    Grazie Matteo, mi sto divorando i tuoi articoli...e li digerisco
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