• Macropodus pugnax, Cantor

    Introduzione e traduzione dell'articolo originale di Cantor a cura del socio Matteo Grassi

    Theodor E. Cantor
    Theodore Edward (o Theodor Edvard) Cantor fu un medico e naturalista danese, nato nel 1809 a Kopenhagen e morto nel 1860 in India. Lavorò per la Compagnia inglese delle Indie orientali e dal 1835 al 1839 servì nel Bengal Medical Service. Costituì alcune importanti collezioni di storia naturale in Penang e Malacca. E’ celebre per essere stato il primo occidentale ad interessarsi ai pesci combattenti del Siam (Betta splendens) e averne dato la prima descrizione scientifica in un articolo pubblicato nel 1850 dedicato alla catalogazione dei pesci della Malesia.Bibliografia di T.E. Cantor
    • Sketch of an undescribed hooded serpent with fangs and maxillar teeth. In: Asiat. Res. Band 19, S. 87–94 Calcutta 1836
    • Description of a new species of Zygaena. In: Quarterly Journal of the Calcutta Medical and Physical Society. S. 315–320, 1837
    • A notice of the Hamadryas, a genus of hooded serpent with poisonous fangs and maxillary teeth. In: Proceedings of the Zoological Society of London. S. 72–75, 1838
    • Notes respecting some Indian fishes, collected, figured and described, etc. In: Journal of the Royal Asiatic Society of Bengal. Band 8: S. 165–172, 1838
    • Spicilegium serpentium indicorum. R. and J.E. Taylor, London 1839
    • General features of Chusan, with remarks on the flora and fauna of that island. Taylor, London 1842
    • Catalogue of Mammalia inhabiting the Malayan Peninsula and Islands, &c. In: Journal of the Asiatic Society of Bengal. Band 15: S. 171–203 und S. 241–279, 1846
    • Catalogue of Reptiles inhabiting the Malayan Peninsula and Islands, &c. Calcutta 1847
    • Catalogue of Malayan fishes. In: Journal of the Asiatic Society of Bengal. Band 18, S. 981–1443, 1849


    L’articolo originale di Cantor

    Pubblicato nel 1850 nel Journal of the Asiatic Society of Bengal, volume 18, parte II, l’articolo di Cantor fa in realtà parte di un testo di oltre 400 pagine con numerose tavole illustrate che cataloga decine di pesci dell’Indocina e della Malesia. Come è noto, in questo documento Cantor descrive per la prima volta il pesce combattente del Siam chiamandolo Macropodus pugnax. Una denominazione modificata successivamente da Charles Tate Regan includendo lo splendens tra le varie specie di Betta che popolano gli habitat tropicali di Thailandia, Borneo e Malesia.

    Cantor era certamente animato da molta passione: la sua bibliografia spazia dai rettili alla flora, ai mammiferi e ai pesci, cui si dedica con la cura meticolosa del naturalista enciclopedico. A oltre 150 anni di distanza, le sue brevi note sui betta possono apparire come una digressione piuttosto noiosa. Ma restano la prima descrizione scientifica di questo animale.
    E in fondo lo stesso Cantor, con i suoi molteplici interessi e la voglia di spingersi dall’altra parte del mondo sperando si scoprire nuove specie, suscita simpatia e ci ricorda molti appassionati di betta dei giorni nostri, attratti dalle innumerevoli varianti di forme e colori di questo pesce forse proprio perché sono persone più curiose della media, più inclini a seguire molteplici hobby e passioni e ad occuparsi di tante cose diverse contemporaneamente. Questa traduzione è per loro.

    Macropodus pugnax, Cantor.
    Tavola II, Figure 1, 2, 3

    Parte superiore e posteriore della testa marrone o grigio olivastra, più chiara sugli opercoli, i lati e la porzione addominale; a partire dagli occhi e andando verso l’indietro da 8 a 11 bande verticali nerastre, che raggiungono l’addome; lungo i fianchi 5 o 6 righe orizzontali argentate, prodotte da una macchia argentata su ciacuna scaglia; dall’angolo della bocca, attraverso l’iride fino alla terminazione dell’opercolo una banda nera orizzontale; labbra, guancie e gola color blu nerastro che si estende come una banda orizzontale sulla parte inferiore del fianco della testa fino all’apertura delle branchie; membrane di dorsale, caudale e ventrali rossastro pallido semitrasparenti; margine della dorsale e raggio anteriore filamentoso delle ventrali color oro pallido o verde argenteo; membrana anale rosso indiano pallido, margine inferiore argenteo bluastro o verdastro; raggi nerastri; pettorali biancastre trasparenti. Iride, dorata; carminio la metà sotto la banda trasversale nera, dorata la metà sopra, e oliva scuro vicino all’orbita.

    D 1/8 o 9, C 13 2/2, A 2/25 o 26, V 1/5, P13, Br. VI.
    Habitat – acque dolci, Penang, penisola Malese
    Lunghezza totale 3 pollici e 5/8.

    La testa è molto schiacciata e ben più ampia del corpo, che si comprime gradualmente verso la pinna anale. Il profilo del dorso è leggermente arcuato, con la parte più alta in corrispondenza della spina dorsale; il profilo addominale è meno arcuato del precedente. La lunghezza della testa è 1/3, o leggermente di più, della lunghezza del corpo, caudale esclusa; l’altezza occipatale 2/3 della lunghezza della testa. Gli occhi sono sporgenti, occupano il secondo quarto e rasentano il profilo. La loro distanza frontale è circa il doppio del diametro. La bocca è semicircolare, modesta; il suo angolo è sulla parte frontale dell’orbita cranica. L’apertura posteriore delle narici è situata vicino all’orbita; quella anteriore è dotata di un piccolo tubo carnoso. La lingua è libera, carnosa e molto a punta. Dietro ai denti lisci della mascella superiore compaiono tre ripegamenti membranosi circolari successivi, l’ultimo dei quali è papilloso sul margine, che per questo appare come punteggiato da una serie di denti minuti. La testa è completamente coperta di scaglie larghe ed arrotondate, come il resto del corpo, ma le mascelle leggermente protrattili sono nude; la parte posteriore di ciascun ramo della mascella inferiore è coperta da un’unica grossa scaglia ovale. Il massimo diametro verticale del corpo, alla spina dorsale, è in alcuni individui i 3/4, in altri uguale alla lunghezza della testa. Il diametro verticale alla radice della pinna caudale varia tra 5 1/2 e 1/6 volte la lunghezza del corpo. La pinna dorsale inizia leggermente dopo la metà del corpo; i raggi crescono gradualmente fino al quinto, il più lungo; l’estensione della sua base varia tra 1/8 e 1/9 della lunghezza del corpo; la distanza tra l’ultimo raggio e la caudale è 1/4 della lunghezza del corpo. La caudale è molto ampia lanceolata; i due raggi centrali sono i più lunghi, in alcuni individui 1/3 della lunghezza completa del pesce, ma spesso meno. La lunghezza del raggio ventrale filamentoso anteriore raramente supera quella della testa. Le pettorali sono arrotondate, la loro lunghezza supera solo leggermente 1/2 della testa. Opposto alla loro metà posteriore è situato l’ano, immediatamente dietro il quale incomincia la pinna anale. I raggi di quest’ ultima crescono gradualmente in lunghezza fino al ventitreesimo o ventiquattresimo, i quali sono a volte allungati oltre la punta della pinna caudale. L’ampiezza della base dell’anale è uguale a 1/2 della lunghezza del corpo. Non compare linea laterale, ma nella serie di scaglie che essa occuperebbe, se presente, alcune scaglie anteriori esibiscono ciascuna una depressione centrale arrotondata, che comunque compare anche su singole scaglie posteriori. Tre serie più in basso, sulla metà posteriore dei fianchi, inizia a volte una fila di simili depressioni, che poi prosegue fino alla pinna caudale. Le scaglie sono piuttosto grandi, più alte che lunghe; il margine anteriore è dritto con 21 strie, il posteriore arrotondato, ciliato; una linea dall’apertura delle branchie alla pinna caudale ne contiene 32; il massimo diametro verticale ne presenta 10. Dei sei raggi branchiostegi il superiore è più lungo e largo del resto; il quinto e sesto sono arrotondati, setacei. L’esofago è voluminoso, corto, e si allarga improvvisamente nello stomaco rotondo e capace. Il canale intestinale è ripiegato su se stesso una volta, lungo circa 1/7 della lunghezza del pesce. Non compaiono né appendici cieco piloriche né vescica gassosa. Il fegato è oblungo, giallo rossiccio. Lo scheletro ha 28 vertebre di cui 10 addominali. Il labirinto branchiale (Tavola II. Fig. 2.) è ancor più piccolo che nel Macropodus viridi-auratus, Lacép. e quasi semplice quanto quello delloSpirobranchus capensis, Cuv. (Cuv. Val. VII. 392, Pls. 200 e 205.) Consiste in una singola lamina piegata all’indietro ed un’altra molto piccola, posteriore, rudimentale. Questa specie si trova numerosa nei piccoli ruscelli ai piedi delle colline nel Pinang. Come il resto della famiglia è capace di vivere per un po’ di tempo fuori dall’acqua. I Siamesi, per cui la specie è tra le preferite, allevano questi pesci in vasi pieni d’acqua, dove sono nutriti con larve di zanzara, e li chiamano “Pla kat,”[1] ovvero il pesce combattente, sebbene vivano pacificamente insieme. Comunque, il vero pesce i cui combattimenti costituiscono un diffuso passatempo per i Siamesi sembra essere una varietà della presente specie, prodotta in maniera artificiale, come le varietà di carpa dorata della Cina.

    Macropodus pugnax, Var.
    Tavola II, Figure 4.

    Pla kat dei Siamesi.

    Parte superiore della testa e dorso verdastro oliva scuro, più chiaro sui fianchi, la cui parte inferiore e l’addome sono rosso sanguigno scuro; tutte le scaglie contornate di nero; una banda longitudinale nera dall’occhio fino a dietro la pinna dorsale, una seconda dalle narici, attraverso l’iride fino alla radice della caudale; una terza da sotto l’occhio in obliquo verso il basso fino all’apertura delle branchie; membrana della dorsale marrone verdastra argentata, con numerose linee nere ondulate, che intersecano verticalmente i raggi neri; membrana della caudale oro-verde, i raggi rosso sanguigno brillante, la pinna bordata di nero; membrana dell’anale rosso sanguigno brillante nei 4 o 5 raggi posteriori, il resto, così come il margine inferiore, verde argento chiaro o celeste, i raggi neri; spine ventrali e raggi neri, il primo terminante in un filamento argentato; la membrana tra il primo, secondo e terzo raggio, rosso sanguigno brillante, il resto nero; raggi branchiostegi e rispettive ampissime membrane neri; pettorali bianche, trasparenti. Iride un pallido oro-rossastro con una macchia nero-bluastra al centro della metà inferiore.
    Il numero dei raggi delle pinne, e altri caratteri esterni sono gli stessi della specie, ma i colori e la lunghezza delle pinne dorsale, caudale, anale e ventrale variano da individuo a individuo. La membrana branchiostegia è sorprendentemente ampia e molle. Quando il pesce è in uno stato di calma con le pinne a riposo, i colori opachi non presentano niente di sorprendente. Ma se due di loro sono messi in contatto visivo, o se uno vede il proprio riflesso in uno specchio, la piccola creatura si eccita improvvisamente, le pinne distese e l’intero corpo brillano di colori metallici dalla bellezza abbacinante, mentre le membrane branchiali estroflesse, ondeggianti come un collare nero attorno alla gola, aggiungono qualcosa di grottesco all’aspetto complessivo. In questo stato il pesce si lancia ripetutamente verso il suo antagonista reale o riflesso. Ma entrambi, una volta tolti dal contatto visivo, si calmano istantaneamente. La descrizione è stata tracciata nel 1840 a Singapore dove un gentiluomo ne aveva ricevuti numerosi in regalo dal Re del Siam. Erano allevati da soli in vasi di vetro pieni d’acqua, nutriti con larve di zanzara, vivendo molti mesi in queste condizioni. I Siamesi hanno una vera passione per il combattimento tra questi pesci, come i Malesi con i combattimenti tra galli, e scommettono somme considerevoli, mettendo a volte in palio anche se stessi e le proprie famiglie. Il permesso di organizzare combattimenti di pesci è tassato, e genera introiti considerevoli per il Re del Siam.Traduzione redatta a partire dal testo originale digitalizzato da Google e reperibile su books.google.it


    [1] Pla, pesce; kat, un combattente. La varietà è citata dal Luogot. Colonnello Jas. Low.
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