• Vademecum riproduzione Betta splendens

    di Roberto Silverii

    Betta splendens sicuramente è tra quelle che specie che in acquario si riproducono con più facilità: alcune persone hanno riproduzioni del tutto naturali in vasche dedicate o addirittura in acquari di comunità.
    Tuttavia con la crescente pressione selettiva adottata sugli esemplari “show”, alcuni appassionati incontrano molte difficoltà nella riproduzione, fino ad arrivare a rinunciare dopo svariati tentativi falliti.Con questo articolo intendiamo fornire una piccola “guida” che aiuti gli allevatori, più o meno esperti, nella riproduzione dei loro esemplari.Una premessa è doverosa: il metodo di riproduzione che descrivo è il frutto della mia esperienza in questi anni, ma non è infallibile e può funzionare bene quanto altri metodi di altri allevatori.

    La vasca di riproduzione
    Consiglio vivamente la riproduzione in acquario chiuso dedicato, dotato di riscaldatore e piccolo termometro per monitorare la temperatura; solitamente utilizzo vasche dai 15 ai 20 litri, in vetro o plastica. Trovo molto comodi ed economici i contenitori in plastica in vendita nei supermercati come portaoggetti: con pochi euro possiamo comprare una vasca di plastica del volume di circa 15 litri.L’unico neo sarà la visibilità, essendo queste vasche leggermente opache (anche se in un certo senso si può considerare un pregio perché i pesci a loro volta possono essere più tranquilli).Sono da preferire sempre vasche in cui prevalgano larghezza e lunghezza rispetto all’altezza: infatti è meglio non avere una colonna d’acqua superiore ai 15-20cm, questo per non affaticare eccessivamente i riproduttori nella raccolta delle uova durante l’accoppiamento e successivamente il maschio durante le cure parentali di nido e avannotti.Non inseriremo nessun tipo di fondo nella vasca, sempre per facilitare il recupero delle uova. E’ buona norma inserire delle potature e delle piante galleggianti, per tre motivi:- Formano dei nascondigli dove la femmina può rifugiarsi- Se inseriti almeno una settimana prima favoriscono la formazione di infusori utili all’alimentazione degli avannotti nei primi giorni di vita.- Possono costituire un utile e naturale supporto alla costruzione del nidoLe piante consigliate e di più facile reperibilità sono Ceratophyllum demersum (a stelo lungo) che può essere lasciata a galleggiare in superficie, Lemna minor, Pistia strationes, Limnobium laevigatum, Riccia fluitans, Salvinia sp. (galleggianti) oltre a Cladophora sp., Vesicularia sp. ed Anubias sp., quest’ultima può essere assicurata con del filo in nylon o cotone ad una radice.L’allestimento può essere completato con delle radici, gusci di noce di cocco o di ceramica, e qualsiasi altra cosa che possa fornire un nascondiglio per la femmina e che non abbia bordi affilati o taglienti.Io inserisco sempre in un angolo della vasca un pezzo rettangolare (dimensioni indicative 10x5cm) di polistirolo in quanto i maschi amano avere a disposizione un supporto per la costruzione del nido, anche se ho notato sempre più spesso che tendono a prediligere le piante galleggianti e le loro radici per costruire il nido.Ultima cosa di cui avremo bisogno, è un cilindro di plastica, io uso delle bottiglie d’acqua da 2 litri alle quali taglio via la base e la sommità: attenzione che il taglio della base sia indicativamente pari (altrimenti la femmina potrebbe uscire facilmente).


    Vasca di riproduzione pronta (foto di Joep Van Esch, www.bettaterritory.nl)

    1. Polistirolo
    2. Riscaldatore
    3. Cilindro in plastica
    4. Foglia di ketapang/nascondiglio in ceramica
    5. Potature di Ceratophyllum demersum

    Cronologia preparazione e riproduzioneIniziamo la descrizione dal giorno “0”, giorno in cui decidiamo di far riprodurre una determinata coppia.
    Tralasciando il punto di vista estetico, scegliamo sempre riproduttori in buona salute, senza nessun segno esterno e che mangino voracemente.
    I maschi devono essere attivi, andare subito in parata e presentare colori sgargianti, mentre le femmine devono avere l’addome pronunciato anche a digiuno e l’ovopositore evidente.

    Giorno 0:
    allestire la vasca di riproduzione come indicato, io uso 20% di acqua proveniente da un’altra vasca, 40% acqua d’osmosi, 40% acqua di rubinetto decantata ed un paio di foglie di ketapang. Le foglie di Ketapang (o Terminalia catappa, Mandorlo indiano) sono, una volta essiccate, lavate ed asciugate, molto utilizzate in acquariofilia perché rilasciano acidi umici e tannini, che oltre ad acidificare leggermente l’acqua e conferirle un colore ambrato più o meno marcato, hanno una leggera azione batteriostatica o battericida. Non sono ovviamente indispensabili alla riproduzione, ma la loro presenza, almeno da quanto ho potuto constatare, ha effetti positivi..
    Impostare la temperatura in vasca a 25°C
    L’allestimento ex novo di una vasca è di fondamentale importanza, in quanto gli avannotti si troveranno in questo modo a dimorare in acqua pulita, riducendo così al minimo il rischio di contrarre patologie (vedi l’assenza o l’atrofia delle pinne ventrali dovute principalmente, all’inquinamento del fondo della vasca).

    Giorno 1: spostare la femmina nella vasca di riproduzione e lasciare il maschio nella propria vasca. Iniziare ad alimentare i riproduttori due/tre volte al giorno con mangimi ad alto contenuto proteico.
    Ovviamente se aumentate la frequenza delle somministrazioni, riducete la razione di cibo per evitare problemi di costipazione.Io integro i granulati presenti in commercio una volta al giorno con del cibo vivo, surgelato o liofilizzato come chironomus, tubifex, artemia e dafnie.

    Giorno 2:
    proseguire con l’alimentazione ed alzare la temperatura nella vasca di riproduzione e nella vasca del maschio di 1°C.
    Nei giorni seguenti proseguiremo con l’alimentazione ed inoltre, a giorni alterni (quindi giorno 4 e 6) innalzeremo la temperatura di 1°C fino ad arrivare quindi ad una temperatura compresa tra i 28 ed i 30°C.

    Giorno 8:
    inseriamo la femmina dentro il cilindro di plastica (in questo modo potremo catturarla senza stressarla eccessivamente) ed inseriamo il maschio libero in vasca di riproduzione. Aumentiamo ancora la temperatura di 1°C. Quello che raccomando è di non superare mai i 30°C, mentre con i crowntail, consiglio (come indicato da allevatori tedeschi) temperature di 25-26°C per la riproduzione.
    Una volta posti in contatto visivo, il maschio inizierà ad andare in parata senza sosta e a fare la spola tra la femmina ed il posto scelto per la costruzione del nido: in poche ore potrete già notare numerose bolle. La femmina, se di colorazione scura, dovrebbe presentare le caratteristiche bande verticali di predisposizione all’accoppiamento e seguire il maschio durante le parate, senza scappare spaventata.



    Femmine HMPK royal blue (sin) e HM red che mostrano evidenti bande verticali


    Giorno 9: procediamo con un cambio d’acqua di circa il 10-20% sifonando il fondo della vasca e reintegriamo con acqua 50% d’osmosi e 50% di rubinetto biocondizionata. Fate in in modo che quest’acqua sia di qualche grado più fresca rispetto a quella della vasca di riproduzione. Questo simulerà l’effetto della pioggia che in natura indica il ritorno della stagione piovosa e favorirà la riproduzione.
    E’ giunto il momento di liberare la femmina: io preferisco farlo di sera, a luci spente, in modo che il buio renda l’approccio dei riproduttori meno diretto e violento.

    Giorno 10
    : i rituali di corteggiamento inizieranno la mattina con la prima luce: il maschio rincorrerà spesso la femmina, per poi invitarla sotto al nido. La femmina all’inizio potrebbe solo fuggire, poi inizierà a nuotare sotto il nido, fianco a fianco col maschio, per poi concedersi.Solitamente nelle mie riproduzioni l’accoppiamento avviene al giorno 10, come ho descritto qui, ma alcune volte può avvenire anche al giorno 11 o addirittura 12.
    Se dopo tre o quattro giorni insieme, non succede nulla, separo i riproduttori e riprovo dopo circa 7-10 giorni.


    Alcune fasi dell’accoppiamento di Betta splendens


    Consiglio di programmare l’accoppiamento in modo che possiate tenerli sotto osservazione (ad esempio nel weekend), alcuni maschi possono essere molto violenti (e viceversa) e si rende quindi necessario separare la coppia ed annullare così la riproduzione.I primi abbracci saranno sicuramente impacciati ed infruttuosi, non spaventatevi se non vedete nessun uovo cadere all’inizio. La copula può durare anche diverse ore, lasciateli tranquilli ed osservateli senza disturbare, è uno spettacolo della natura che vale davvero la pena godersi.Una volta che avranno terminato, il maschio inizierà a scacciare furiosamente la femmina e rincorrerla, la sua partner è divenuta ora un potenziale pericolo per il nido e la futura prole. E’ giunto quindi il momento di togliere la femmina dalla vasca di riproduzione. Fatelo con il massimo della cura e attenzione, senza rovinare il nido del maschio.
    Solitamente se la femmina ha subito solo qualche morso e ha le pinne poco sfrangiate, la tengo sotto osservazione per un giorno in vasca separata con acqua pulita per poi rimetterla con le altre. Attenzione a non sottoporla a forti sbalzi di temperatura) , in caso le lesioni siano più gravi aggiungo 2-3 foglie di ketapang all’acqua ed una goccia di medicinale tipo baktowert o general tonic per evitare infezioni secondarie.

    Giorni 11-15:
    Il maschio curerà (incessantemente) stoicamente il nido e le uova, sistemandole continuamente, a volte spostando tutto il nido in un altro punto della vasca. Lasciatelo al suo lavoro e fate in modo che la vasca sia illuminata debolmente anche di notte, per non costringerlo ad interrompere le cure parentali. Può sembrare una cosa del tutto innaturale, ma si pensa che le riproduzioni in natura avvengano in concomitanza con il crescere dell’illuminazione lunare.
    Le uova si schiudono solitamente dopo 36 ore di incubazione, durante le quali il maschio si preoccupa di mangiare le uova non fecondate o ammuffite, per evitare che ammuffiscano anche quelle adiacenti.Il tempo di incubazione può aumentare di qualche ora se la temperatura è più bassa di qualche grado (come nel caso dei crowntail) o diminuire se la temperatura è di qualche grado più alta.I piccoli appena nati, detti larve, si nutrono del sacco vitellino e sono incapaci di nuotare, fatta eccezione di qualche breve scatto per tornare nel nido quando si staccano involontariamente. In questo sono aiutati dal padre che li raccoglie con la bocca per poi sputarli amorevolmente nel nido.Questa fase di “nuoto verticale” ha una durata molto variabile che va da 1 a 4 giorni. Una volta assorbito completamente il sacco vitellino, gli avannotti saranno in grado di nuotare normalmente “fase del nuoto orizzontale”: è arrivato il momento di togliere anche il maschio.Avremo a che fare ora con un’animale completamente spossato e spesso stressato (quindi più facilmente soggetto a contrarre malattie). Per questo motivo dobbiamo preoccuparci di fornirgli tranquillità, acqua pulita (con foglie di ketapang, ovviamente), alimentazione varia ed equilibrata per far si che si riprenda nel migliore dei modi.
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    Fasi dell'accoppiamento e delle cure parentali:
    a) Espulsione delle uova e maschio che si accinge a raccoglierle
    b) Riproduttori intenti a sistemare le uova nel nido
    c) Maschio che difende il nido con i piccoli


    Residuo di nido con avannotti nella fase di “nuoto orizzontale”


    Giorni 16-23: Per quanto riguarda gli avannotti possiamo ora nutrirli con anguillole dell’aceto e/o microworm, altrimenti se disponiamo di cisti di Artemia salina di qualità eccelsa (tipo a uova piccole), i naupli appena schiusi, saranno già adatti a essere mangiati anche dai piccoli betta.
    Altrimenti dovrete aspettare a fornire naupli di A. salina dopo i primi 5-8 giorni di vita.Quanto descritto in questo articolo si basa sulla mia esperienza di allevatore, la suddivisione cronologica è piuttosto empirica e non deve essere seguita sempre alla lettera, ma con una certa elasticità.Non sempre le riproduzioni vanno come vorremmo, in alcuni casi è necessario rimuovere subito anche il maschio per salvare la prole, ma abbiamo pensato anche a questo e nel prossimo numero verranno illustrati i metodi alternativi per la riproduzione di Betta splendens.

    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di duedentoni
      duedentoni -
      Una volta che sono nati i piccoli l acqua si sporca come fai?
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