• Veil Tail, una forma piena di sfide per il futuro

    di Matteo Grassi
    Articolo pubblicato su Bettazine n°7 - Gennaio 2014


    I cosiddetti Veil Tail (VT) sono la forma più nota di pesce combattente, la prima ad essere stata allevata in occidente, la più diffusa nei negozi e la più presente negli show IBC fino all’epoca della rivoluzione degli Halfmoon (HM) nei primi anni novanta. Per tutte queste ragioni rappresentano, per molti appassionati, più il passato che il futuro. Invece questa forma racchiude aspetti affascinanti e numerosi problemi interessanti per l’allevatore, al punto che di recente per iniziativa europea gli standard internazionali hanno ricominciato ad interessarsene. Prima Bettas4all e subito dopo l’IBC hanno lanciato delle classi dedicate ai Veil Tail, riportandoli sotto le lenti dei giudici e sullo stesso piano di forme più avveniristiche come i Crown Tail Plakat, entrate da poco negli standard dopo aver riscosso successi crescenti da alcuni anni. Ecco allora 5 buone ragioni per dedicare uno spazio ai VT nelle nostre fishroom.


    Dall'alto in basso e da destra a sinistra: Tomas Chuda, esemplare vincitore dell'Holland Betta Show 2012; Giampiero Cannata, un pesce allevato negli anni '90; Luciano Di Tizio, una foto del 2004 pubblicata su Aquarium e ripresa nella copertina del libro "I Betta" dello stesso autore; Giampiero Cannata, un esemplare riprodotto nella primavera del 2012

    1.Una forma dalla grande personalità, con innegabili punti di forza.
    La caratteristica del Veil Tail sono le pinne dai raggi molto lunghi ma con al massimo una ed una sola ramificazione. Se negli Halfmoon le ramificazioni secondarie e terziarie conferiscono apertura alla caudale e volume alle pinne dorsali e anali, nei VT le pinne restano affilate e fluenti come un velo. Il risultato è un aspetto altrettanto appariscente con il vantaggio che il basso numero di raggi rende le pinne più facili da sostenere per il pesce, che quindi risulta più vitale nel nuoto e meno soggetto a batteriosi rispetto ai più celebrati Halfmoon. Per contro, le pinne di un VT crescono piuttosto lentamente, proprio perché è solo la lunghezza dei raggi a conferire loro forma e carattere. Quindi gli esemplari raggiungeranno il massimo splendore un po’ più tardi di un Halfmoon, però lo manterranno più a lungo.


    L'ultimo esemplare della figura precedente in accrescimento fotografato tre volte ad intervalli di un mese

    2.Una forma con una lunga storia
    I VT sono cambiati nel tempo in maniera molto interessante per oltre quarant’anni dall’immediato dopoguerra agli anni ’90. In quegli anni i migliori allevatori occidentali si sono dedicati a estrarre dalla genetica dei loro Betta non solo i colori migliori ma anche le forme più raffinate di pinne a velo, ottenendo tanti e tali risultati che parlare di uno standard in senso stretto per i VT sarebbe addirittura riduttivo. I primi Betta a pinne lunghe arrivati in occidente non avevano la stessa forma dei VT di oggi e fino a vent’anni fa quelli che si trovavano nei negozi - tutti di provenienza asiatica - avevano caudali e dorsali decisamente più corte e appuntite delle forme oggi più diffuse. Il lavoro di tanti allevatori americani, primo tra tutti Warren Young, ha permesso circa quarant’anni fa, di selezionare degli esemplari con pinne sempre più lunghe e voluminose – Young li soprannominò Libby Betta in onore di sua moglie – in cui tutte le pinne dispari arrivavano a superare addirittura la lunghezza del corpo del pesce e la caudale perdeva la forma terminale appuntita diventando un ampio velo portato spesso a mo’ di coda di cavallo (o di lingua di gatto, come dice lo standard IBC). In linea di principio oggi è ancora possibile ottenere sia VT con pinne estremamente lunghe, sia VT con pinne più corte e appuntite, che sono molto probabilmente il retaggio di due diversi corredi genetici, uno più antico e uno legato ai cosiddetti Libby Betta americani.


    Alberto Montalbetti: un pesce in concorso al quarto Italian Betta Show, prima occasione in cui è stata adottata la nuova trial class IBC Area 2 per i Veiltail

    3.Non una ma tante forme di VT
    Il bello dei Plakat è che ci sono ben tre standard diversi tra loro a cui fare riferimento. Ma anche tra i VT esiste una grande varietà di forme che, sebbene non declinate negli attuali standard e trial class, sono assolutamente apprezzabili da qualsiasi giudice. Pensando soprattutto alla pinna caudale è possibile distinguere varianti note ed altre meno note. I due recenti standard IBC e Bettas4all prevedono forme molto simili: raggi lunghi che si aprono il più possibile a partire dall’attaccatura del peduncolo, idealmente anche a 180°, e poi si incurvano asimmetricamente verso il basso trascinati dalla forza di gravità e dalla lunghezza, chiudendosi in una parte terminale delicatamente arrotondata, ma non squadrata. Probabilmente il Betta ideale di questi standard è un parente prossimo dei “Libby Betta” di Warren Young. All’estremità opposta ci sono i cosiddetti Spade Tail. Una forma ormai rara di Betta a pinne lunghe in cui la caudale è appuntita, i raggi sono meno lunghi e meno divaricati all’altezza del peduncolo e non si incurvano, ma mantengono una forma simmetrica e affilata. I rappresentanti ideali di questa forma non dovrebbero avere molta parentela con i “Libby Betta”, ma piuttosto con i loro predecessori dalle pinne più corte e forse con i cosiddetti Traditional Plakat. Molti VT da subadulti presentano questa coda a spada, ma nei veri Spade Tail la caudale resta appuntita e molto simmetrica anche nella piena maturità, mentre dorsale e anale sono più corte e affilate rispetto agli altri VT. Un’altra variante caratteristica sono i Round Tail, anch’essi decisamente rari, caratterizzati da una maggior ampiezza della caudale e un peduncolo forte, con raggi ben divaricati ma sempre simmetrici e non tanto lunghi da incurvarsi verso il basso. Si vedono poi spesso esemplari in cui la caudale assume una forma decisamente quadrata, a bandiera, e può essere accompagnata da una pinna anale rettangolare, molto simile a quella di un Halfmoon. E per finire, naturalmente gli esemplari più simili alle forme originali, con una caudale asimmetrica, come negli standard citati, ma che termina chiaramente punta. Questi ultimi esemplari sono doppiamente interessanti se assoggettati alla mutazione double tail (DT). Danno infatti dei VTDT in cui i due lobi della caudale sono estremamente sottili e appuntiti, tanto da essersi meritati in Italia il soprannome di “coda di rondine”. Sono esemplari per cui è celebre Gianpiero Cannata. Se pensiamo a queste varianti con l’aggiunta del gene DT e dei colori c’è parecchio materiale su cui lavorare per un allevatore.

    4.Un “mercato” maturo
    Anche se il commercio non ha molto a che vedere con l’hobby ed i concorsi, è indubbio che le due cose si influenzino e i VT hanno certamente un mercato superiore alle altre forme: se tornassero in voga anche negli show è facile immaginare che molti professionisti asiatici incrementerebbero l’impegno nell’allevarli, ampliando rapidamente le varietà disponibili. Anche un appassionato europeo alla lunga apprezzerà senz’altro l’allevamento di una varietà che, per tradizione e robustezza, è più richiesta da chi vuole semplicemente un Betta per il suo acquario, e quindi è più facile da accasare in caso di… sovrappopolamento!


    Giampiero Cannata: un esemplare ancora giovane mostra una caudale particolarmente simmetrica e affilata

    5.Una miniera per i colori
    Una cosa che i vecchi allevatori ripetono spesso è che non ci sono più i colori di una volta. I Veil Tail si sono sviluppati in anni in cui le mutazioni metalliche e dragon non esistevano, il marble era poco diffuso e si ottenevano dei blu, rossi, opaque white e melano particolarmente puri. In un trentennio 1960-90 in cui la forma era meno vincolante di oggi negli show, gli allevatori si sono specializzati nel selezionare tonalità di colore sempre più profonde e perfette. Viceversa, gli Halfmoon hanno una matrice genealogica molto ridotta, essendo tutti più o meno alla lontana imparentati con i primi esemplari ottenuti negli anni ’90. Inoltre gli show portano a fare meno selezione sul colore e soprattutto i fattori metallico e marble imperversano un po’ dappertutto. Nei VT di oggi è probabilmente rimasta una radice dei colori migliori ottenuti trent’anni fa ed oltre. Deve essere ancora lì, pronta per essere riesumata ottenendo di nuovo dei rossi, blu, neri e bianchi classici, difficili da ritrovare così perfetti negli attuali Show Betta: royal blu estremamente intensi e densi, rossi privi di qualsiasi iridescenza o di nero ma senza essere a base chiara, o magari i famosi e rimpianti maschi cambodian red in grado di mantenere il corpo bianco anche in età adulta… E’ il momento di dedicarsi a questi colori prima che vadano perduti nella commistione di “fancy” e “koi” che vanno per la maggiore negli allevamenti commerciali. E i VT sono gli esemplari ideali per provarci!

    Standard della nuova Trial Class esclusiva per l’Area 2 che sarà adottato anche nel prossimo Italian Betta Show di Ranco.
    Descrizione:

    Il Veiltail è la forma più antica di Show Betta (Betta splendens) a pinne lunghe non simmetrico.
    Il Veiltail ideale ha un aspetto asimmetrico con una pinna caudale lunga, una dorsale sottile ed una anale di forma trapezoidale. I raggi di tutte le pinne devono essere ricurvi allo stesso modo. Il corpo deve essere forte e non troppo magro.

    Pinna caudale

    La pinna caudale ha una base ampia all’altezza del peduncolo dal quale i raggi esterni devono aprirsi per non meno di 165°, idealmente 180°. I raggi si innalzano dal peduncolo e, dopo aver raggiunto il punto più alto a circa il 20% della lunghezza della pinna, si piegano in un arco lungo e armonioso fino alla fine della pinna. Ciascun raggio termina sfalsato, passo a passo, diventando più lungo dall’esterno al centro della caudale in modo che si formi un profilo per cui la pinna caudale somiglia ad un pennello a forma di lingua di gatto ovvero ad una forma arrotondata con un’estremità piatta. Alla base del peduncolo caudale, i raggi devono partire dall’intero peduncolo in maniera simmetrica rispetto ad una linea mediana immaginaria che va dalla testa del pesce al peduncolo stesso.
    La lunghezza della caudale deve essere pari ad una (1) lunghezza del corpo. Se è superiore del 25% o più, lo si considera un difetto maggiore.
    Durante la parata la caudale deve aprirsi per tutta la lunghezza, sebbene non debba essere simmetrica rispetto ad una linea mediana dalla testa alla coda, ma debba cadere verso il basso.
    I raggi non devono avere più di una diramazione primaria, terminando in non più di due rami per ciascun raggio. I margini della pinna devono essere lisci e privi di interruzioni, senza nessun raggio che si estenda oltre la membrana.


    Esempi di diverse forme nelle caudali dei Veiltail

    Pinna dorsale

    La dorsale non deve essere troppo ampia alla base, ma estendersi a forma di falce per terminare appuntita. La larghezza della base della dorsale non deve essere maggiore della metà dell’ampiezza dell’anale, altrimenti la forma a falce sarebbe persa. Se è più ampia si tratta di un difetto grave. 1/3 dell’ampiezza dell’anale è ideale, se inferiore si tratta di un difetto grave. La lunghezza della dorsale deve essere almeno ¾ della lunghezza del corpo ma non superiore a una (1) lunghezza del corpo.
    Il margine della pinna deve essere liscio e senza raggi estesi.
    La dorsale deve aprirsi verso l’alto dalla base e svilupparsi verso la caudale. Una sovrapposizione di dorsale e caudale è permessa e desiderabile. Qualsiasi diramazione dei raggi è indesiderabile.

    Pinna anale

    La pinna anale deve avere la forma di un trapezio con due angoli approssimativamente di 90° alla base del corpo, mentre il lato più corto del trapezio deve essere disposto verso la testa del pesce.
    La pinna inizia poco dopo le ventrali e cade verso la caudale. I raggi della parte frontale devono essere almeno i 2/3 ma non più dei ¾ della lunghezza del corpo. Gli ultimi raggi non devono essere più lunghi di una lunghezza del corpo, misurata dalla bocca al peduncolo caudale e non inferiori al 90% della lunghezza del corpo.
    Il contorno della pinna è liscio e lievemente arrotondato nella parte frontale, I raggi devono diventare più lunghi dalla parte posteriore e terminare in una (1) punta, mentre una diramazione dei raggi è indesiderabile. Una sovrapposizione della pinna anale e della caudale non è desiderabile, ma non è considerata un difetto se la sovrapposizione è piccola.


    Lo standard Bettas4all (ringraziamo lo staff Bettas4all per la concessione dell'immagine)


    Lo standard IBC per l’Area 2

    Pinne ventrali

    Dalla forma di una lama di coltello, col lato tagliente rivolto all’indietro. Sono sottili alla base e non devono essere voluminose, il che significa che non dovrebbero essere più ampie di 1/5 della larghezza della pinna anale alla sua base. Devono terminare in una (1) punta. Entrambe devono essere di uguale lunghezza e non incrociarsi tra loro.
    Devono essere lunghe circa 3/4 di una (1) lunghezza del corpo.

    VT – Difetti della forma tradizionale a pinne lunghe

    1 Corpo troppo robusto o troppo sottile (difetto minore)
    2 Apertura della caudale inferiore a 180° ma superiore a 65° (difetto minore)
    3 Apertura della caudale inferiore a 150° (difetto grave)
    4 Pinna dorsale non a forma di falce (difetto minore)
    5 Diramazioni dei raggi della caudale >1 (difetto maggiore)
    6 Diramazione nei raggi della dorsale O dell’anale (difetto maggiore)
    7 Diramazione nei raggi della dorsale E dell’anale (difetto grave)
    8 Pinna caudale più lunga del 25% rispetto a una (1) lunghezza del corpo (difetto maggiore)
    9 Larghezza della pinna dorsale >1/3 ma minore di 1/2 della larghezza della pinna anale (difetto minore)
    10 Larghezza della pinna dorsale > 1/2 della larghezza della pinna anale (difetto grave)
    11 Bordo della pinna non liscio in una delle pinne dispari (divetto lieve)
    12 Bordo della pinna non liscio in due o più delle pinne dispari (divetto minore)
    13 Raggi anteriori della pinna anale <2/3 della lunghezza del corpo (difetto maggiore)
    14 Raggi posteriori della pinna anale più lunghi di una (1) lunghezza del corpo (difetto maggiore)
    15 Raggi posteriori della pinna anale più corti del 90% della lunghezza del corpo (difetto maggiore)

    Femmine VT
    Le femmine Veiltail hanno pinne più corte dei maschi. La pinna dorsale e l’anale non eccedono la metà della lunghezza del corpo.
    La caudale ha una forma ovale simmetrica con i raggi più lunghi nel mezzo (su una linea mediana immaginaria tra la testa e il peduncolo).
    L’anale cade dal davanti al dietro con un angolo smussato e termina a punta. Le pinne ventrali dovrebbero essere lunghe quanto il raggio più lungo dell’anale ed essere sottili, terminando in una singola punta.
    La dorsale ha una base stretta e non dovrebbe essere lunga più del massimo spessore del corpo (in altezza).
    Si applicano gli stessi difetti descritti per i maschi tenendo conto delle pinne più corte.