• Betta albimarginata e Betta channoides: differenze ed esperienze di allevamento

    di Roberto Silverii e Riccardo Dalla Pietà
    Articolo pubblicato su Bettazine n°5 - Novembre 2012

    Queste due meravigliose specie di Betta incubatrici orali fanno parte del complesso albimarginata, e sono originarie dell’Indonesia, più precisamente dell'isola del Borneo. La parte Indonesiana dell'isola è il Kalimatan Orientale (in indonesiano si chiama "Kalimatan Timur", abbreviato Kaltim).
    La zona di origine è caratterizzata da un clima caldo ed estremamente umido, essendo una delle regioni indonesiane più sottoposte a precipitazioni (6.100 mm annui) che rendono l'acqua dei fiumi e dei bacini molto tenera; inoltre le foglie ed i rami caduti la rendono più acida.
    Riguardo alla temperatura, per l’allevamento in cattività è neccessario un termoriscaldatore per mantenere una temperatura superiore ai 23-24°C, soprattutto nelle stagioni fredde, in quanto nel loro ambiente naturale la temperatura non varia di molto durante l'anno, mantendosi costante tra i 22 ed i 30°C.
    Essendo queste due specie molto simili tra di loro e facilmente confondibili, specialmente da un occhio poco esperto, forniamo alcune linee guida per la distinzione delle due specie e delle principali popolazioni.
    Per capire le reali differenze di "forma" tra le due specie del complesso Albimarginata prendiamo in considerazioni principalmente gli esemplari maschi, le femmine sono più difficili da riconoscere.
    In entrambi i sessi la differenza morfologica più importante è rappresentata dalla forma del cranio, infatti in Betta albimarginata il profilo dorsale si presenta omogeneo e lineare, mentre in Betta channoides (così chiamati per la somiglianza con i Channa, i “pesci serpente”) il cranio è più largo ed appiattito e se osserviamo un esemplare di B. channoides lateralmente, osserveremo il profilo della testa rivolto verso il basso.


    Betta albimarginata maschio


    Betta channoides "Pampang" maschio

    Betta channoides
    -La pinna caudale presenta una banda esterna di colore nero che si interrompe di netto a circa 3/4 dell’estensione totale a partire dal margine inferiore.
    -La colorazione è molto vivace e tendente al rosso mattone/bordeaux.
    -La testa non presenta una particolare colorazione nera, la sua estremità non è rivolta verso l'alto ma tende verso il basso.
    All’interno della stessa specie, abbiamo differenze significative tra due distinte popolazioni
    - B. channoides "Melak" : hanno una colorazione tendente al rosso mattone con qualche riflesso brillante azzurro/verde sugli opercoli branchiali e sulle pinne pettorali e ventrali
    -"Pampang" : i B.Channoides "Pampang" hanno una colorazione tendente al rosso bordeaux estremamente vivace.


    Betta channoides "Melak" maschio

    Betta albimarginata
    - In questo caso la banda di colore nero copre la pinna caudale per tutta la sua estensione (non sempre copre tutto il bordo della pinna, l'importante è che non si interrompa di netto.).
    -La colorazione può variare in base alla "location" dell'esemplare e varia dal bruno/grigio al rosso mattone ed infine ad un rosso tendente all'arancione.
    -La testa presenta una colorazione nera molto evidente rispetto al "cugino" channoides soprattutto nella parte della bocca che si estende fino alle branchie. L'estremità della testa non tende verso il basso.
    Sono conosciute tre differenti popolazioni di B. albimarginata:
    - B.Albimarginata "Pampang”: popolazione in cui la livrea tende all’arancione.
    - B.Albimarginata "Malinau:" presentano una colorazione rosso mattone.
    - B.Albimarginata "Sebuku": hanno una colorazione piuttosto spenta in entrambi i sessi.



    Le esperienze di allevamento all’interno dell’Associazione Italiana Betta
    Betta albimarginata

    Girovagando per il web mi sono imbattuto in una foto di questi pesciolini e subito mi sono innamorato di questi incubatori orali color "mattone". Da li a poco sono iniziate le mie ricerche per riuscire a portare a casa una coppia di questi pesciolini e grazie all'aiuto dell'associazione sono riuscito a mettere assieme i "pezzi" per creare una fantastica casetta da 30L a loro dedicata. Il 22 novembre del 2011 sono arrivati nella loro nuova dimora una coppia di fantastici B. albimarginata (pensate che per l’emozione e per restare a controllarli, la mattina successiva non sono nemmeno andato a lavorare!).
    Al momento dell'arrivo i pesci erano molto piccoli (circa 3/4cm), magri e parecchio stressati dal viaggio ma tutto sommato in buona salute. I primi giorni ho faticato un pò con l'alimentazione ma già alcuni giorni dopo mangiavano voracemente naupli di artemia, ostracodi e dafnie vive. Nel mese successivo ho inizato a utilizzare anche cibi surgelati tipo artemie adulte, chironomus, mysis ecc.. Il 15 dicembre ho osservato il primo tentativo di accoppiamento , non andato tuttavia a buon fine per l’inesperienza del maschio.
    In seguito ad un secondo tentativo di riproduzione fallito ho iniziato ad informarmi sul web per capire cosa andava storto; trovai pochi argomenti ma tutti molto utili, e mi misi subito a lavoro per allestire una nuova vasca da 30 litri esclusivamente per provare riproduzione.
    La vasca era costituita da un fondo fatto da torba e sette/otto foglie di catappa. L'allestimento era formato da due piantine di Echinodorus più due piccoli vasi per creare eventuali nascondigli. L'acqua al 100% RO e molto..molto scura, tanto da non riuscire a vedere la parte posteriore della vasca! La temperatura della vasca si aggirava intorno ai 24/25°C e la filtrazione affidata ad in piccolo filtro ad aria per non disturbare eccessivamente i riproduttori.



    Al momento dell'inserimento del maschio nella vaschetta da riproduzione ho coperto 3 lati della vasca, la femmina l'ho lasciata nell'altra vasca in modo tale da poter alimentare meglio entrambi i pesci inoltre così facendo hanno avuto modo di rimanere tranquilli una settimana!
    Successivamente ho inserito la femmina, prima ho riempito la vasca con copepodi, più tardi ho coperto anche l'ultimo lato della vasca e ho atteso circa due giorni. Dopo tante sbirciatine al secondo giorno ho visto che finalmente si erano accoppiati!! Appena sono riuscito a vedere il maschio con la bocca "enorme" in quanto piena di uova ho tolto la femmina e scoperto un lato corto della vasca per riuscire a monitorare la situazione.. per me iniziava il conto alla rovescia! Quello che dicevano le schede di AIB e quella di IBC riguardante la riproduzione di questi incubatori mi facevano sperare che nel giro di 10/15 giorni avrei potuto iniziare ad alimentare i miei avannotti!



    Dopo la prima settimana di incubazione ero convinto che sarebbe stata la volta buona e invece.. 8, 9, 10, 11, 12, 13... da questo giorno non ho smesso di cercare con lo sguardo il padre con la speranza di intravedere vicino a lui qualche avannotto.
    Trascorsi 15 giorni mi sono messo il cuore in pace e ho riempito la vasca con delle dafnie con la speranza che una volta rilasciati i piccoli, il maschio potesse trovare del cibo pronto ad aspettarlo.
    17° giorno: in questo giorno non riuscivo a vedere il maschio e avevo una paura folle che fosse morto, inizialmente mi venne in mente di togliere le foglie di catappa per vedere se si trovasse li sotto ma dopo aver spostato il primo vaso..eccolo! Bellissimo ed in gran forma, evidentemente la settimana di alimentazione senza stress della femmina aveva funzionato!!



    18° giorno: l'attesa era ormai diventata ansia.. osservando la vasca ho notato poche dafnie e poco dopo il maschio... zac.. eccolo il predatore! Aveva appena morso una dafnia senza riuscire a mangiarla... I piccoli saranno nati? li avrà mangiati? La colorazione dell'acqua non aiutava! Decisi di smontare la vasca e spostando le prime foglie di catappa vidi dei piccoli albimarginata immobili.. Allora provai a togliere tutte le foglie per cercare di capire quante "boccucce" c'èrano da sfamare. Riuscii a scorgere una decina di testoline (i piccoli sono tutta testa) scure con il contorno degli occhi bianco.. la soddisfazione era unica!! Un'esperienza che molti di voi hanno avuto quindi potete capire, per questo è bello condividerla!! Le artemie sono diventate il loro cibo principale seguito da bananaworms.
    Nel frattempo ho spostato il padre in una terza vasca per farlo recuperare dalla fatica dei 18 giorni di incubazione ed infini l’ho rimesso di nuovo con la sua compagna.





    Queste sono le prime foto fatte ai piccoli albimarginata(circa a 8 giorni dal rilascio del padre) nelle prime due si vede la colorazione più vicina a quella reale(le altre sono falsate dall'illuminazione della vasca) in quelle sotto si notano la livrea ("maculata") e gli occhietti contornati di bianco.
    A circa un mese dalla nascita la vasca ha subito dei leggeri miglioramenti per garantire la tranquillità dei piccoli in accrescimento: ho inserito due radici e molto muschio sulla parte posteriore. Per quanto riguarda l’alimentazione invece dopo il primo mese ho integrato con dei supernutritivi grindal ed al secondo mese già mangiavano dafnie vive e cibo surgelato.
    Alla fine sono risultati essere 24 piccoli con una piccola prevalenza delle femmine (ho avuto quattro femmine in più dei maschi), nelle foto sotto hanno circa 2 mesi, nella seconda foto si nota già la differenza di livrea tra maschio e femmina! .
    Con grande soddisfazione dedico questa riproduzione a tutta l'AIB!

    Betta channoides

    Ho da sempre ammirato questo piccolo e colorato incubatore orale e desiderato una coppia per anni..quindi immaginerete la delusione ed il dispiacere di trovare la femmina morta all’arrivo dall’ importazione!
    Pochi mesi dopo però, durante un viaggio in Russia, ho trovato diversi Betta channoides in vendita in un negozio di acquari a Mosca. Non mi sono fatto sfuggire l’occasione ed ho così riportato a casa una bellissima coppia.
    La vasca che avevo preparato per loro (e dove già risiedeva il maschio del precedente import) è un 25litri netti allestito con ghiaino medio-fine di colore scuro ricoperto di foglie di quercia, una radice, alcune Cryptocoryne sp., Vesicularia dubyana, diversi steli di Ceratophyllum demersum e Pistia strationes.
    Nessuna luce artificiale, dato che la vasca si trova proprio davanti alla finestra e nessun riscaldatore, in quanto la bibliografia riportava che questi pesci preferiscono temperature più fresche (senza scendere sotto i 20°C), presente invece un piccolo filtro caricato con lana di perlon.


    Femmina di Betta channoides "Melak" in livrea riproduttiva

    L’alimentazione durante le prime 2-3 settimane si è basata esclusivamente su naupli di artemia appena schiusi che ho integrato giorno dopo giorno con delle artemie adulte surgelate, chironomus e mysis, man mano che gli esemplari crescevano.
    Ho anche aggiunto del ferro chelato all’acqua, in modo da avere una concentrazione di 0,5mg/litro.
    La differenza di livrea tra i due maschi si è subito notata, infatti il maschio arrivato con l’importazione dalla Thailandia era chiaramente appartenente alla popolazione “Pampang”, mentre la coppia presa a Mosca, apparteneva alla popolazione “Melak”.


    Femmina di Betta channoides "Melak", livrea normale

    Date le dimensioni maggiori, il maschio “Melak” si è subito rivelato il dominante ed è stato così lui il primo a riprodursi con la femmina.
    Il rituale di accoppiamento è iniziato due giorni prima della copula vera e propria, durante queste due giornate osservavo solo raramente i due riproduttori che rimanevano nascosti dietro la radice presente in vasca. Davvero incredibile è il cambiamento di colore della femmina durante l’accoppiamento: la livrea infatti da grigio-gialla con pinne trasparenti diventa molto scura, con evidenti bande verticali e le pinne rosso mattone scuro bordate di nero! Questa colorazione può generare confusione nei meno esperti, tanto che ho visto alcune foto nel web di esemplari femmina scambiati per maschi.
    L’accoppiamento (che sono riuscito ad osservare due mesi dopo, quando si sono riaccoppiati in una seconda vasca, sotto le foglie di quercia) è davvero affascinante: l’abbraccio tipico dei Betta si svolge sul fondo ed il maschio raccoglie le poche (e grandi!) uova rilasciate dalla femmina nella pinna anale, che assume una forma concava. La femmina le raccoglie subito, prendendole nella sua bocca..inizia così uno degli spettacoli più belli che la natura possa offrire: la femmina staziona sul fondo, con la testa rivolta verso l’alto ed il maschio si dispone sopra di lei, spostato leggermente indietro. La femmina a questo punto inizia a sputare e riprendere velocemente le uova, una per una, fino a quando il maschio riesce a prenderle. Una volta che la femmina ha passato tutte le uova che aveva in bocca, i riproduttori tornano ad abbracciarsi e a ripetere di nuovo il rituale.


    Una fase dell'accoppiamento, dopo l'abbraccio la femmina raccoglie le uova..


    ..e le passa al maschio

    Di norma questi piccoli incubatori orali sono meno prolifici dei costruttori di nido, tuttavia arrivano a produrre (e di conseguenza incubare nella loro cavità orale) anche 40 uova!
    Dopo l’accoppiamento il maschio assume una colorazione molto sbiadita, quasi grigia e resta rintanato per tutto il tempo dell’incubazione.
    Il cambiamento di colore mi ha aiutato moltissimo nel non perdere le speranze 15 giorni dopo, quando il maschio sembrava non avere più uova nella sacca orale.
    Un altro carattere distintivo che il maschio sta incubando è il classico movimento “di ruminazione” che compiono gonfiando d’acqua la sacca orale per “mescolare” e quindi ossigenare le uova, per evitare che ammuffiscano.
    L’incubazione è durata la bellezza di 21 giorni, in quanto la temperatura dell’acqua oscillava tra i 20 ed i 21°C (con una temperatura di 25°C, l’incubazione dura invece 15 giorni). Il ventunesimo giorno ho avuto la fortuna di assistere al rilascio degli ultimi due piccoli da parte del maschio: il padre apre la bocca e lascia uscire un piccolo per volta. Gli avannotti, completamente formati (assorbono il sacco vitellino ancora nella sacca orale del padre) dopo un paio di giri su loro stessi in preda alla confusione si rifugiano immediatamente sotto le foglie di quercia.


    Il maschio durante il primo giorno di incubazione, chiaramente visibili le uova nella sacca orale

    Il giorno dopo ho rimosso il padre, spostandolo in una sala parto in rete per alimentarlo e fargli recuperare al meglio i 21 giorni di digiuno forzato.
    Per diversi giorni ho alimentato “alla cieca” i piccoli con naupli di artemia appena schiusi: non riuscivo infatti a vedere nemmeno un avannotto, ma ho continuato ad inserire naupli in vasca sicuro che fossero tutti nascosti sotto le foglie.


    Avannotto di B. channoides a pochissimi giorni dal rilascio


    Avannotto di B. channoides a 21 giorni

    Col passare dei giorni i piccoli iniziavano a venire allo scoperto e con piacere ho notato che la mia prima riproduzione si attestava a circa 25 piccoli channoides.
    Ho somministrato naupli di artemia per un mese e mezzo, poi ho iniziato con le artemie surgelate adulte ed i chironomus, entrambi somministrati sminuzzati.
    Un errore che ho commesso è stato quello di permettere l’incrocio tra il maschio “Pampang” e la femmina “Melak”..tuttavia ho sempre tenuto separati i piccoli delle diverse nidiate, quindi attualmente mi ritrovo soltanto con una colonia di circa 10 sub adulti Betta channoides “Melak” F2 in una vasca di 50 litri.
    Ritengo molto importante quello che ho osservato in questi pesci riguardo la temperatura dell’acqua: i Betta channoides, almeno nella mia esperienza, preferiscono temperature tra i 20 (si sono addirittura riprodotti a 20°C) ed i 26°C..con temperature superiori si dimostrano apatici, sofferenti, inappetenti e più vulnerabili alle malattie, tanto che questa estate, dopo 2 mesi con temperature in vasca superiori ai 30°C ho perso tutti e tre i riproduttori adulti.
    In definitiva, consigliamo a tutti gli amanti dei Betta di allevare questi piccoli combattenti incubatori orali, in quanto sono dei veri e propri mini-gioielli con un carattere che non ha nulla da invidiare ai cugini più grandi!

    Nel nostro forum “Sezione Betta non selezionati ” trovate le nostre esperienze raccontate giorno dopo giorno!
    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Cadore
      Cadore -
      Come si fa a non amarli?? Anche se sono di parte ormai

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