• Betta unimaculata "Mahakam": esperienza di allevamento e riproduzione

    Di Marco Marsili (MarZissimo)

    Questa domanda è stata per me l'inizio di quella che poi si è rivelata essere una splendida avventura e una preziosissima esperienza della quale vorrei, con queste poche parole, rendervi partecipi.

    Tutto è iniziato nella calda e assolata primavera 2011, durante la quale sono venuto a sapere dell'esistenza dell'AIB (associazione per la quale scrivo questo articolo e della quale sono orgogliosamente socio da allora) e in particolare di una sua iniziativa legata agli import di pesci provenienti dalla Thailandia e dall'Indonesia.
    Volendo cogliere al volo l'occasione che mi si presentava mi sono iscritto tra le fila dell'associazione ed ho partecipato all'import, ordinando quelli che poi sono diventati i protagonisti del mio articolo: una coppia di Betta unimaculata "Mahakam".


    Giovane maschio di Betta unimaculata "Mahakam"

    Dopo solo circa 6 mesi che li ospito nelle mie vasche posso dirvi che quello che mi è capitato con questi pesci è stato per me assolutamente incredibile e che tutt'ora, giorno dopo giorno, continuo ad appassionarmi e ad essere impressionato dalla loro bellezza e dal loro comportamento.
    Scrivendo questo articolo ho pensato inizialmente di fare una sorta di "scheda tecnica", ma poi tenendo conto di quanto sia stata bella questa esperienza anche dal punto di vista umano, a margine dei dati tecnici di allevamento vi proporrò anche, scritta in prima persona, la mia storia con questi gioielli della natura.

    Chi sono?
    Innanzitutto una breve presentazione. I Betta unimaculata fanno parte dell'omonimo complesso, in cui sono raggruppate anche altre diverse specie di Betta; in particolare il complesso unimaculata comprende:

    • Betta compuncta Tan & Ng, 2006
    • Betta gladiator Tan & Ng, 2005
    • Betta ideii Tan & Ng, 2006
    • Betta macrostoma Regan, 1910
    • Betta ocellata de Beaufort, 1933
    • Betta pallifina Tan & Ng, 2005
    • Betta patoti Weber and de Beaufort, 1922
    • Betta unimaculata (Popta, 1905)


    Si tratta di pesci che raggiungono la lunghezza di ben 10-12 cm e che presentano generalmente una colorazione rosa pastello con una linea longitudinale nera che attraversa tutto il corpo. Tale linea parte dagli opercoli branchiali fino ad arrivare al peduncolo caudale, nelle femmine, mentre nei maschi il pattern è grigio azzurro con tutte le scaglie degli opercoli branchiali ricoperte da uno splendido azzurro/ciano.
    La loro aggressività intraspecifica è molto moderata se paragonata a quella del "cugino" di maggior fama (il Betta splendens ndr.) ma è sempre e comunque presente, per cui scordiamoci di allestire una vasca da trenta litri per una coppia(!).

    Da dove vengono?
    Di Betta unimaculata non ne è presente una sola popolazione in natura, bensì ne esistono tantissime e ognuna diversa dalle altre, sia da un punto di vista morfologico, che da un punto di vista di pattern cromatico di corpo e pinne. Un Betta unimaculata "Sengata" non sarà mai uguale ad un Betta unimaculata "Sambaliung".
    Oltretutto ci sono tantissime popolazioni di Betta che non sono ancora state catalogate, e che quindi non hanno un nome scientifico corretto, per cui potremmo "andare a sbattere" con una popolazione di Betta unimaculata che un domani potrebbe diventare una nuova specie a se stante. In altre parole ci troviamo davanti ad una situazione in cui l'acquariofilia diventa "pionieristica", ovvero si ha l'opportunità di studiare delle specie appena scoperte, informandosi direttamente da chi ha pescato i pesci, basandosi sulle poche notizie fornite da altri appassionati, il più delle volte in lingua straniera...Secondo me questo tipo di acquariofilia unisce, attraverso l'hobby, anche le persone, ed acquista un maggiore significato del semplice avere cinque vetri riempiti di acqua con qualcosa che nuota all'interno.
    Come nota a margine, ma che per me riveste una grandissima importanza, mi preme sottolineare che in tale situazione incrociare attraverso accoppiamenti diverse popolazioni è assolutamente da evitare, sia nel rispetto di chi si batte per mantenere la specie in purezza, sia nel rispetto dell'animale che ha impiegato secoli per evolversi in quella determinata forma e colore in funzione dell'ambiente in cui esso vive.
    Nello specifico la mia esperienza si basa sulla popolazione di Betta unimaculata ritrovata nel fiume Mahakam. Questo fiume dell'indonesia (noto anche come fiume Kutai) è situato nell'isola di Borneo, e scorre attraverso la provincia del Kalimatan Orientale.



    È un grande corso d'acqua lungo 760 km che costeggia anche diversi centri abitati lungo il quale sono state scoperte ben tre popolazioni di Betta unimaculata. La specie di cui sono venuto in possesso è quella ritrovata da Abdul Sahal, i cui esemplari sono stati acquistati dall'associazione e poi portati in Italia nelle mie vasche. Questi presentano in aggiunta ai tratti distintivi elencati nel paragrafo precendete anche delle iridescenze della pinna anale e della caudale con sfumatura di giallo e di rosso davvero belle.
    Nel loro biotopo di origine questi pesci vivono in acque leggermente mosse (quindi non stagnanti) di media durezza e ph intorno al 6,5. Secondo la mia esperienza sono animali molto robusti e si adattano bene anche ad acqua con ph neutro e durezze medio-alte, condizioni facilmente raggiungibili "tagliando" la nostra acqua di rubinetto con dell'acqua piovana (o con dell'acqua ottenuta mediante il processo di osmosi inversa) e aggiungendo un pugnetto di torba nel filtro, o delle foglie di quercia/catappa/castagno/ecc al layout.
    Il range di temperature sopportato è molto ampio. Nell'ultimo periodo della torrida estate 2011, in cui il termometro segnava 33°C, non ho visto segni di malessere di alcun tipo nei miei esemplari, nè sugli adulti, nè sugli avannotti. Stesso discorso per questo inizio autunno in cui il termometro segna 20°C.

    Che cosa mangiano?
    Risposta semplicissima: di tutto.
    Ho alimentato i miei esemplari all'inizio con tarme della farina per farli riprendere dal lungo viaggio, poi con del surgelato di qualità e infine con del granulato.
    I piccoli una volta nati sono da subito grandi abbastanza per mangiare naupli di artemia e in un paio di mesi si abituano subito anche al granulato.
    Ma l'alimento principe, quello che davvero fa fare il salto di qualità a questi pesci, secondo me, sono i vermi di terra.
    L'apporto nutritivo di questi ultimi, infatti, è ben bilanciato e stimola la caccia al cibo vivo nei pesci.
    Ben presto i vostri esemplari vi ripagheranno con una livrea stupenda e una forma invidiabile!

    La mia storia e la riproduzione.

    Ed eccoci arrivati alla mia storia...
    Come già detto, tutto è iniziato nella primavera di questo 2011.
    Incuriosito da tutte le specie elencate nell’elenco dei vari allevatori per il I Italian Betta show sono rimasto colpito da questi "fantomatici" Betta unimaculata "Mahakam".
    Dopo una breve ricerca sul web, in men che non si dica mi sono deciso a prenotarne una bella coppietta. L’elenco recitava la dicitura "(4-5 cm)", quindi mi aspettavo dei pesciolini di pochi mesi da accrescere con calma per poi cercare di riprodurre nel prossimo anno, ragion per cui avevo preparato un modico 50 litri allestito con felci, un grosso legno e dei tubi appoggiati sul substrato di sabbia fine (granulometria 1-2mm); il filtraggio era adibito ad una pompetta incastrata in un cubo di spugna blu con la mandata alla massima potenza; come illuminazione un t8 da 12watt.
    Avevo riempito la vasca con acqua neutra o debolmente acida (ph 6,6 ottenuto lasciando galleggiare sul pelo dell'acqua, in mezzo alla Lemna minor, anche un pugnetto di torba per acquario) e durezza media (acqua di rubinetto tagliata con osmosi al 50%).
    Purtroppo, o meglio per fortuna (ancora non mi so decidere in merito), i pesci che sono arrivati si sono rivelati una coppia adulta da 8 cm compresa la caudale e un terzo esemplare (rimasto "spaiato" causa trasporto) gentilmente regalatomi dall'associazione che si è poi rivelato essere un maschio in giovane età.



    Giovane maschio di Betta unimaculata "Mahakam"

    Non avendo altre vasche mature, ho inserito il trio nel 50 litri tenendo ben incrociate tutte le dita.
    Dopo averli inseriti hanno passato una decina di ore al buio, e poi man mano che la luce del giorno filtrava dalla finestra è aumentata un po' la visibilità. A quel punto per "coccolarli" ho dato un po' di artemie adulte e del chironomus rosso surgelato, che, con mia grande sorpresa, hanno divorato senza dire "A".
    Soddisfatto del loro stato di salute sono andato al piano di sotto a studiare, lasciando che i pesci finissero di capire dove erano finiti.
    Ogni ora andavo a controllare per vedere eventuali scaramucce, che nelle prime 24 ore sono state inesistenti: i pesci si muovevano in armonia per tutta la vasca andando ad esplorare ogni singolo anfratto. Tutto sommato ero molto contento.
    Arrivata la sera, prima di andare a cena ho buttato l'ennesimo sguardo alla vaschetta e INCREDIBILE ho visto un abbraccio tra maschio e femmina adulta. Non essendo costruttori di nidi di bolle, ma incubatori orali, questo è avvenuto sul fondo della vasca, con il maschio che espelleva sperma, e la femmina che espelleva uova. Lei a quel punto, come prassi vuole, è rimasta stordita per qualche secondo, e lui ha raccolto le uova dal substrato, iniziando l'incubazione.
    In quel frangente ho visto diverse "prove" di abbraccio e degli abbracci completi, con il classico "scatto" del maschio che si chiude sulla femmina.
    Il fatto è che di uova nemmeno l'ombra...
    In ogni caso sono andato a dormire soddisfatto e il giorno seguente tutto procedeva come da copione, se non per il fatto che l'esemplare "spaiato" il giovane maschio, veniva scansato dall'altro maschio con segnali tipici del complesso unimaculata, ovvero bocca spalancata e apparato branchiale ben in vista.
    Dal canto suo l'altro arretrava di qualche cm e la cosa finiva lì, senza nemmeno inseguimenti.
    La coppia si vedeva, era sempre più affiatata e, incredibile ma vero, ha gradito anche il granulare che avevo provato a dargli.
    Importante è, quando si da loro da mangiare, buttare il cibo non vivo in modo che cada loro davanti, facendolo quindi comunque sembrare in movimento. In quel modo mangiano di tutto.
    Gli abbracci non si vedevano quasi più e quei pochi effettuati erano comunque sterili, nel senso che la femmina, bella gonfia, non espelleva uova.
    A quel punto temendo un innalzamento di ammoniaca/nitriti/nitrati, a causa della grossa mole dei pesci e del piccolo filtro, ho fatto un cambio d'acqua di 10 litri.
    Esattamente MENTRE buttavo la nuova acqua in vasca, i pesci hanno iniziato ad accoppiarsi in continuazione, sempre però senza che vedessi uova. Preso un po' dallo sconforto al pensiero che la mia unica femmina fosse sterile, sono tornato al piano di sotto.
    Dopo circa 2 ore, al mio ritorno in camera, ho potuto FINALMENTE vedere il maschio incubare le prima uova. Ero felice come un bimbo e preso dall'euforia avrei volentieri fatto dei caroselli per strada, ma ho deciso di dileguarmi immediatamente e lasciare i pesci in pace.
    In tutto questo, il terzo stava per i fatti suoi dall'altra parte della vasca, senza disturbare minimamente la coppia.
    All'ora di cena sono ritornato con gli occhi in vasca e lo scenario era questo: il maschio grande con la gola gonfia, di colore SCURISSIMO, immobile sotto la superficie dell'acqua, coperto dalla lemna.
    La femmina in preda alla frenesia rincorreva il terzo inquilino e addirittura andava a pizzicare la coda del maschio grande, disturbandolo dalla "cova".
    Questo comportamento non è da prendere come standard, perchè credo sia dovuto alla dimensione estremamente ridotta della vasca. Sono animali che vanno tenuti in vasche il cui lato lungo sia almeno di 80cm.
    Ad ogni modo c'era ben poco da fare, ho preso una vaschetta da 25 litri in cui ho messo la femmina, lasciando i due maschi insieme nel 50 litri.
    Appena effettuato lo spostamento ho spento tutte le luci in modo da dare un po' di pace al "papà". Il maschio che ha le uova in bocca infatti è completamente inerme. Al fine di mantenere le uova fino al completo sviluppo degli avannotti necessita di una calma TOTALE, anche perchè in quel lasso di tempo non mangia nulla e deperisce parecchio.
    I giorni passavano e giunto alla mattina del quattordicesimo giorno successivo all'inizio dell'incubazione ho notato dei piccoli avannotti nascondersi nella lemna.
    Ce l'avevo fatta!
    Preso dall'euforia ho spostato gli esemplari adulti e ho iniziato l'accrescimento di quella che era a tutti gli effetti la mia prima riproduzione di Betta unimaculata.
    La dieta nei primi mesi è stata soltanto a base di naupli di artemia somministrati due volte al giorno, per poi passare pian piano al surgelato e infine anche al granulato.
    Nel tempo ho avuto anche un'altra riproduzione (del maschio più giovane) della quale ho ancora una quarantina di avannotti sui 3-4 cm che aspettano di trovare una casa.

    Non vi dico la soddisfazione che ho nel ripensare a questa mia esperienza e ai giorni passati ad osservare la gola del maschio pregando che non ingoiasse le uova o mangiasse i piccoli appena nati...

    Avannotto di Betta unimaculata "Mahakam" - 3 mesi

    Conclusioni
    Siamo arrivati alla fine...
    A questo punto vorrei trarre delle conclusioni riguardo alla mia esperienza: con il passare del tempo e confrontandomi online con altri allevatori, che ringrazio anche in questa sede, ho potuto capire molti dei miei errori iniziali, potendo così evitare di reincappare negli stessi.
    In primis non si acquistano "coppie" di Betta incubatori orali, bensì trii, cosicchè il maschio che ha appena rilasciato i piccoli possa evitare di trovarsi la femmina subito ricettiva e ripiombare in un'altra incubazione di 15 giorni senza cibo. Se si dispone di due maschi e una sola femmina, questa può riprodursi in alternanza con uno e poi con l'altro, lasciando a entrambi un po' di giorni per rimettersi in forze prima di accoppiarsi di nuovo.
    In secondo luogo 50 litri non sono assolutamente sufficienti per ospitare un trio, il minimo è una vasca con lato lungo di 80-100 cm, e bisogna preparare preventivamente delle vasche per l'accrescimento degli avannotti, per la riproduzione e per la separazione degli individui in incubazione.
    Per ultimo ma non meno importante, tutte le vasche che ospitano questi pesci devono essere assolutamente chiuse. Sono dei saltatori eccezionali e basta una piccola fessura per ritrovarseli per terra...e questo ahimè l'ho capito a mie spese...o meglio a spese della mia femmina, che una mattina ho ritrovato sul pavimento, inerme..inutile dire il dispiacere che ho provato.
    In seguito a questi accorgimenti ho cambiato un po' il mio modo di allevare questi animali.
    Ora ho una vasca da 120 cm in cui ho tutti i giovani esemplari e i due maschi adulti, poi, pronte per la riproduzione, ho due vasche da 50 litri.
    In una vi inserisco la coppia, e, una volta che il maschio incuba le uova, passo la femmina nell'altra vasca per un due-tre giorni di riabilitazione alimentare, in seguito ai quali la rimetto nella vasca principale.
    Una volta che il maschio ha rilasciato i piccoli lo sposto nel 50 litri libero (dove prima c'era la femmina) e lo tengo lì per una buona settimana in cui lo nutro abbondantemente per fargli riprendere peso, e poi rimetto anche lui in vasca principale, accrescendo i piccoli nel 50 litri fino all'età di tre mesi, quando anche loro passano nel 120 cm.
    E con questo siamo giunti al termine...quello che vi volevo raccontare ve l'ho raccontato, spero senza annoiarvi...adesso non mi resta che augurarvi davvero di appassionarvi ad una specie così facile e così bella allo stesso tempo.
    Un vero gioiello della natura.

    Vorrei infine ringraziare l'Associazione Italiana Betta per avermi permesso di pubblicare questo articolo e soprattutto per avermi dato l'opportunià di allevare questi bellissimi pesci. Insieme a loro il mio ringraziamento va sentitamente all'autore delle fotografie nonchè mio carissimo amico: Matteo Sacchettoni.