• Allevare Betta macrostoma - Intervista a Hans Wiβmüller

    di Eugenio Fornasiero e Roberto Silverii




    In questo articolo abbiamo deciso di presentarvi una delle specie di Betta più belle in assoluto, il Betta macrostoma, anche per soddisfare il crescente interesse che si sta creando intorno al “gioiello del Brunei”.
    Non da molto alcuni allevatori Italiani, della nostra associazione, si stanno cimentando nell’allevamento di questa meravigliosa quanto difficile specie.
    Abbiamo quindi intervistato un vero specialista dei Betta macrostoma, l’allevatore tedesco Hans Wiβmüller, che vive a Berlino.

    Prima di passare all’intervista però vogliamo dare alcune informazioni di base per introdurre la specie della quale parla questo approfondimento.Il Macrostoma (dal greco Macros - grande e Stoma - bocca ) è un Betta incubatore orale, appartenente al complesso unimaculata, e come tutte le altre specie di questo complesso, raggiunge dimensioni ragguardevoli (circa 11-13cm da adulto).
    E’ originario dell’isola di Borneo e le sue prime localit?* di ritrovamento si trovano all’interno del Sultanato del Brunei. In natura Betta macrostoma è una specie fortemente minacciata di estinzione (la Red List IUCN la classifica come “Vulnerabile”), tanto che il Sultano del Brunei ha minacciato punizioni corporali per chi viene sorpreso a prelevare esemplari dai biotopi di appartenenza.
    Lasciamo la descrizione della livrea alle foto: in queste occasioni il vedere con i propri occhi possa valere più di mille parole!

    Ascoltiamo ora cos’ha da dire Hans riguardo la sua esperienza con questi bellissimi pesci.

    - Ciao Hans e grazie per averci concesso un po’ del tuo tempo per condividere con AIB i tuoi segreti!
    Volevamo chiederti innanzitutto qual è il litraggio minimo per una coppia di Betta macrostoma e come allestisci le tue vasche.
    - Ciao Eugenio e Roberto, per me è un piacere!
    Io allevo i miei macrostoma in vasche da 100x40x30 cm, ma anche vasche di 80cm di lato lungo sono sufficienti. Per la riproduzione invece utilizzo vasche più piccole, da 60x30x30 cm.
    Non è necessario allestire la vasca con un fondo di ghiaia o sabbia, anzi io suggerisco sempre di lasciare il fondo della vasca spoglio: è molto più semplice da pulire, i vermi Grindal e le Artemie non possono sfuggire ai giovanili che le predanoo ed è più semplice controllare il pH.
    Per le vasche di riproduzione utilizzo molta Vesicularia, legata su legni e radici di mangrovia. Oltre il muschio faccio in modo che la superficie sia totalmente ricoperta da piante galleggianti. Solitamente grazie ai gusci delle noci di cocco costruisco dei rifugi per i maschi durante l’incubazione.
    E’ importante anche che l’acqua sia ben filtrata, nelle mie vasche uso il sistema che vedete in figura 1, con una pompa che abbia una potenza oraria doppia rispetto al litraggio della vasca.
    L’illuminazione dev’essere scarsa, alcuni maschi, soprattutto giovani, si spaventano facilmente e ingoiano le uova, quindi è meglio se solo la met?* superiore della vasca viene illuminata.
    Vi racconto una cosa, non è uno scherzo, avevo un maschio che impazziva dalla paura ogni volta che entravo nella fish room con una maglia bianca! Quindi dopo la quinta o sesta riproduzione andata male mi sono stufato così ho deciso di spegnere le luci di foderare le pareti della vasca con del polistirolo preventivamente colorato marrone scuro. Che ci crediate o no 20 giorni dopo in vasca c’erano 25 piccoli macrostoma insieme al padre!





    - Qual è la tua logistica per le riproduzioni? Sappiamo che con gli incubatori orali si presentano le stesse problematiche degli splendens, come rimuovere la femmina ecc..tu come sei organizzato?- Iniziate con due vasche da 60x30x30 in parallelo, così da poter separare la femmina dopo che i piccoli vengono rilasciati. Non disturbate il maschio mentre “cova”, smetterebbe subito.
    Dopo aver tolto la femmina, lasciate il padre con i piccoli, i “pap?* macrostoma” non mangiano la propria prole! Mentre le femmine potrebbero, ho constatato in anni di esperienza che lasciando la femmina, si salva circa l’85% dei piccoli.
    Quindi tutto si riduce alla scelta tra il disturbo che si crea al maschio togliendo la femmina e l’eventuale perdita di piccoli dovuta alla femmina.
    Io ho risolto inserendo un divisorio in spugna largo 2,5 cm con dei buchi, così facendo posso dividere la femmina quando passa dall’altra parte del divisorio senza disturbarli troppo.
    - Come scegli i riproduttori? C’è qualche segnale particolare di cui tenere conto?- Certamente! Posso dire se una coppia porter?* a termine la riproduzione o meno osservando il loro comportamento dopo l’accoppiamento: se la femmina rimane sopra o accanto a lui, proteggendolo, andr?* a buon fine. In caso contrario se la femmina si disinteressa al maschio, lui di solito ingoier?* o sputer?* le uova dopo 5-7 giorni.
    - Per quanto tempo lasci insieme il maschio con i propri piccoli?- Li lascio insieme per circa 2 mesi, poi lo sposto nell’altra vasca, a questo punto è fondamentale fornirgli un po’ di riposo ed una buona alimentazione, poi potr?* accoppiarsi nuovamente con la sua femmina.- Quali sono le condizioni chimico-fisiche dell’acqua in cui tieni i tuoi macrostoma?- Utilizzo esclusivamente acqua d’osmosi arricchita con sali, il prodotto si chiama “Trace VIT” della HM Wiegandt.

    I valori sono
    pH: 4.5 - 5
    GH: 3 - 6
    KH: 6
    NO₂: 0
    NO₃: < 20mg/L
    NH₃/NH ₄: 0
    Temperatura max 24°C, meglio intorno ai 21°C.








    - Come alimenti i tuoi macrostoma?- Alimento gli adulti una volta al giorno con cibo vivo: chironomus bianchi, dafnie, moine (le allevo in giardino), in estate raccolgo larve nere di zanzara in uno stagno vicino caso. Utilizzo molto anche i grindal, i quali vengono arricchiti nutrendoli con patate bollite schiacciate, cibo per guppy, artemia e artemia in fiocchi.
    A volte somministro anche grilli vivi, ma devo tenerli in frigo e rischio di ritrovarmeli in tutto l’appartamento.
    - Un ultimo consiglio, quali sono le condizioni migliori per indurre alla riproduzione?- Senza dubbio un bel cambio d’acqua del 50%!- Grazie ancora Hans, siamo sicuri che la tua intervista sar?* apprezzatissima dai soci AIB e da tutti i lettori di Bettazine! Ti faremo sapere come evolver?* in Italia l’allevamento dei Betta macrostoma e sicuramente ti verremo a trovare a breve!- Grazie a voi, vi aspetto per mostrarvi dal vivo i miei esemplari!