• Le alghe in acquario

    di Franz

    Le alghe appartengono al gruppo vegetale delle Tallofite, sono vegetali molto semplici che, come le piante, svolgono il processo della fotosintesi, grazie a corpuscoli denominati Cloroplasti che contengono la clorofilla; oltre ai Cloroplasti, esistono altri corpuscoli contenenti svariati pigmenti che, non solo conferiscono il colore alle cellule, ma permettono alle alghe di sfruttare diversi tipi di radiazioni luminose a seconda dell'habitat ed alla profondità in cui vivono.Una loro indesiderata proliferazione nelle nostre vasche è spesso legata alle piante, nel senso che è possibile limitarla favorendo un’ottimale crescita delle piante, tramite un’adeguata fertilizzazione, naturalmente senza eccessi, altrimenti avremmo effetti contrari.Altra causa di proliferazione algale potrebbe essere la non ottimale purificazione biologica dell'acqua ad opera dei batteri nitrificanti e denitrificanti; questo significa che i rifiuti dei pesci, che in situazione ottimale vengono resi assimilabili dalle piante passando attraverso la continua elaborazione dell'ammonio/ammoniaca ad azoto, non vengono scissi totalmente.Se a questo andiamo poi ad aggiungere altri composti organici a struttura più complessa, avremo un’acqua carica di sostanze non gradite, e quindi non assimilate, dalle piante, ma ben accette dalle alghe che, grazie ad enzimi propri, rompono ed assimilano queste molecole, che andranno ad essere utilizzate per il loro accrescimento.Altre cause, possono essere una notevole vicinanza alle lampade, oppure un'errata posizione dell'acquario rispetto ad una fonte di luce diretta dall'esterno.La classificazione scientifica delle alghe è molto complessa e si basa sulla complessità cellulare e i 15 differenti tipi di pigmenti sfruttati dalle alghe, ma noi andremo ad analizzare quelle che tendono a comparire più comunemente nei nostri acquari :

    CIANOBATTERI


    Cianobatteri ( Foto di : http://www.h2oacquariofilia.it )

    Queste alghe in realtà sono dei batteri fotosintetici e sono in grado di adattarsi molto bene a qualsiasi ambiente; la maggior parte dei cianobatteri sono unicellulari, ma sono in grado di riunirsi in colonie oppure in filamenti, si presentano come una poltiglia fangosa, di colore blu-verde, nero o rossa, ed emanano, talvolta, cattivo odore. La causa principale della presenza di queste alghe è l’inquinamento dell’acqua, causato, per esempio, dall’abbondanza di cibo disciolto, da avanzi di cibo, oppure troppi escrementi, che vanno ad incrementare nitrati e fosfati; altra causa potrebbe anche essere eccessivo materiale in decomposizione sia animale che vegetale, oppure un fondo troppo “compatto” che favorisce la formazione di zone stagnanti causa di marcescenze e putrefazioni nel substrato;
    SOLUZIONE : per prima cosa, controllare i parametri dell’acqua, nel dettaglio : fosfati, nitrati, nitriti e ammoniaca; evitare l’uso di antibiotici che potrebbero uccidere i batteri del filtro.- procedere ad un’accurata rimozione manuale, mediante aspirazione, per ridurne la quantità- diminuire, oppure eliminare per qualche giorno, la somministrazione di cibo- ridurre la potenza delle luci e la durata del fotoperiodo- il “colpo di grazia” definitivo, lo si può dare in questo modo :prendere dell'acqua ossigenata al 3%, inserirla in una siringa ed immergere in acqua :
    primo giorno, spruzzare sulla parte attaccata da questa patina. ( le dosi sono 1 ml di H2O2 ogni 4 litri d’acqua )
    terzo giorno ripetere quanto sopra ( se la parte precedentemente "infestata" risulta ancora sporca ), altrimenti spruzzare l'acqua ossigenata direttamente sul flusso di mandata della pompa.
    Dopo altri 3 giorni spruzzare l'acqua ossigenata direttamente sul flusso di mandata della pompa, in dose di 1 ml di H2O2 ogni 3 litri d’acqua.
    Dopo altri 3 giorni spruzzare l'acqua ossigenata direttamente sul flusso di mandata della pompa, in dose di 1 ml di H2O2 ogni 2 litri d’acqua.
    Si noterà produzione e rilascio di bollicine d’ossigeno, soprattutto nelle zone in cui le proliferazioni algali e cianobatteriche erano maggiori. Il giorno seguente, effettuare un bel cambio d'acqua del 20% ( ho testato personalmente questo sistema in una vasca con Discus, e non ho riscontrato alcun sintomo di eccesso di ossigeno, piuttosto che altri disturbi ai pesci ).

    ALGHE VERDI

    Se ne distinguono di 4 tipi :

    - alghe verdi puntiformi
    sono alghe che si formano in vasche con acqua di buona qualità, non sono dannose per piante e pesci. Si presentano come dei puntini di colore verde, sia sulle piante che sui vetri, sono abbastanza tenaci e l’uso di raschietti o lamette è uno dei metodi più efficaci per la loro rimozione, almeno sui vetri; per quanto riguarda l’eliminazione dalle foglie, buoni risultati si ottengono con l’utilizzo di gamberetti ( Caridina e/o Neocaridina ) oppure di lumache ( Planorbis e/o Neritrina )

    - alghe verdi filamentose

    ( Foto di : Vincenzo Maisto su www.aquagarden.it )
    sono alghe molto frequenti nei nostri acquari; il loro metabolismo è simile a quello delle piante quindi, la loro presenza, indica un acqua buona anche per le nostre piante. Nonostante questo, però, un loro eccesso rovina l’estetica della vasca e, nei casi più massicci, si rischia che vada a soffocare la vegetazione acquatica, a cui sottrae luce e nutrimento.Utilizzare la soluzione meccanica per la loro rimozione, oppure introdurre in vasca di un numero sufficiente di “mangia alghe” sia pesci che invertebrati, tenendo sempre conto delle dimensioni della vasca e della grandezza che i nostri ospiti andranno a raggiungere.

    - alghe verdi a ciuffo

    ( Foto di : ariete666.altervista.org/acquariofilia )
    sono alghe di colore verde, intenso o chiaro appartenenti al genere Phitophora; si manifestano con ciuffi di colore verde grandi anche qualche centimetro, ma la loro aderenza è bassa, quindi possono essere facilmente rimossi manualmente. Dato che si sviluppano prevalentemente su rocce e legni fortemente illuminati, si tende a lasciarle in vasca utilizzandole come elemento decorativo per il substrato su cui compaiono.

    - alghe verdi a pelliccia

    ( Foto di : www.acquaportal.it )

    sono alghe verdi monocellulari, normalmente fluttuanti, ma che si attaccano molto spesso alle superfici ben illuminate, come foglie ed arredi.
    Sono alghe non dannose per piante e pesci, ma, quando si accumulano in grande quantità sulle foglie delle piante a crescita lenta, possono causare la morte della pianta colpita.Per il controllo e la prevenzione di questo tipo di alga, si consiglia un’abbondante presenza di piante, il giusto spettro luminoso e bassi valori di inquinanti da decomposizione. Per quanto riguarda l’introduzione di organismi antagonisti, le lumache sono la scelta migliore, anche se il loro operato è lento; pesci alghivori e crostacei, invece, si cibano solamente della parte tenera dell’alga, quindi il loro utilizzo risulta efficace solo nei casi di “prima apparizione” dell’alga.

    ALGHE A BARBA

    ( Foto di : Raziel su www.acquaportal.it )
    sono alghe rosse del genere Compsogon, di colore verde grigiastro con forma ramificata ed una lunghezza che può raggiungere i 15 cm.Si manifestano in zone superficiali colpite da forte illuminazione o gradazione troppo elevata delle lampade, con acqua calcarea caratterizzata da bassa concentrazione di anidride carbonica ed alta concentrazione di nitrati e fosfati, in vasche sovraffollate di pesci, rispetto al numero delle piante.Per il controllo e la prevenzione di questo tipo di alga, si consiglia un’abbondante presenza di piante, specialmente a crescita rapida, che contribuiscono a tenere basso il livello di inquinamento dell’acqua, giusto spettro luminoso e durata del fotoperiodo.Per quanto riguarda l’introduzione di organismi antagonisti, le lumache ( neritina/ampullaria ) sono la scelta migliore, anche se il loro operato è lento; pesci alghivori e crostacei, invece, si cibano solamente della parte tenera dell’alga. In alternativa è possibile spruzzare la parte colpita con acqua ossigenata 10 volumi, i filamenti dell’alga, nel giro di 1 settimana, si scoloriranno e scompariranno.

    ALGHE NERE A PENNELLO

    ( Foto di : Paolo Piccinelli su www.acquaportal.it )

    sono alghe che si presentano in acquario sui bordi di foglie ben esposte alla luce; hanno l’aspetto di piccoli ciuffi che, una volta cresciuti, si compattano a tal punto da non potre essere rimossi totalmente, se non danneggiando la foglia che li ospita; si formano anche su legni, rocce e granelli del fondo.
    La loro rimozione risulta alquanto ostica, in quanto, ogni parte che si deposita in zone differenti da quella in cui stiamo operando, darà origine ad una nuova formazione algale; per questo motivo, si rende necessaria un’approfondita pulizia degli arredi “attaccati”, tramite raschiamento o bollitura, se possibile, un’accurata sifonatura del fondo per eliminare eventuali depositi,Per quanto riguarda l’introduzione di organismi antagonisti, le lumache ( neritina/ampullaria ) sono la scelta migliore, anche se il loro operato è lento.In alternativa è possibile :- spruzzare la parte colpita con acqua ossigenata 10 volumi, i filamenti dell’alga, nel giro di 1 settimana, si scoloriranno e scompariranno.- solo nel caso di piante come ANUBIAS, alcune ECHINODORUS e MICROSORIUM e complementi d’arredo che NON siano legni, è possibile preparare una soluzione di acqua e candeggina, in dosi di 2.5 litri d’acqua e 125 ml di candeggina pura, immergere SOLO la pianta per 30 secondi; fatto ciò, risciacquare abbondantemente e lasciare per alcuni minuti in un recipiente con acqua pulita, in modo da disperdere il più possibile eventuali residui di candeggina.

    DIATOMEE

    ( Foto di : Paolo Piccinelli su www.acquaportal.it )
    sono alghe innocue presenti in tutti i tipi di acque, che normalmente compaiono in vasche di nuovo allestimento, soprattutto se riempite con acqua di rubinetto che, essendo ricca di silicati, fornisce loro la materia prima per la costituzione del guscio cellulare; si riproducono fino all’esaurimento dei silicati, dopodiché scompaiono. Il metodo migliore per non incorrere nel problema della loro comparsa, è l’utilizzo di acqua di osmosi inversa, che non contiene silicati.